Destinazioni

Portare cane o gatto nei paesi UE

Dentro l'Unione europea le regole per viaggiare con un cane, un gatto o un furetto sono le stesse in tutti i paesi, perché discendono da un unico testo: il Regolamento (UE) 576/2013. Sono tre cose, in un ordine che conta, più una quarta che riguarda solo quattro destinazioni.

L'errore che fa saltare i viaggi non è dimenticare un documento: è l'ordine. Il microchip deve essere impiantato prima della vaccinazione antirabbica. Se il veterinario vaccina un animale non ancora identificato, quella vaccinazione non vale ai fini del viaggio e va rifatta — con altri 21 giorni di attesa da zero.

Cosa serve, in ordine

Le date, calcolate sul tuo volo

Inserisci la data di partenza e il peso dell'animale: il pianificatore trasforma questo elenco in scadenze vere, e dice quali compagnie possono portarlo.

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Le quattro destinazioni con una regola in più

Irlanda, Malta, Finlandia, Norvegia chiedono, solo per i cani, un trattamento contro l'echinococco somministrato da un veterinario e registrato sul passaporto fra 24 e 120 ore prima dell'ingresso nel paese. È una finestra con due bordi: fatto prima delle 120 ore non vale, fatto dopo le 24 nemmeno.

Attenzione a un dettaglio che sfugge: la finestra si calcola sull'ingresso nel paese, non sulla partenza. Con uno scalo, il momento che conta è il primo arrivo a destinazione.

I paesi coperti

Il regolamento si applica ai paesi dell'Unione europea più i paesi dello Spazio economico europeo e alcuni territori assimilati, che il testo elenca esplicitamente:

AndorraAustriaBelgioBulgariaCiproCittà del VaticanoCroaziaDanimarcaEstoniaFinlandiaFranciaGermaniaGreciaIrlandaIslandaItaliaLettoniaLiechtensteinLituaniaLussemburgoMaltaMonacoNorvegiaPaesi BassiPoloniaPortogalloRepubblica CecaRomaniaSan MarinoSlovacchiaSloveniaSpagnaSveziaUngheria

La Svizzera non fa parte di questo elenco ma applica regole equivalenti sulla base di un accordo bilaterale: microchip, antirabbica e passaporto funzionano allo stesso modo.

Cosa questo elenco non copre

Tutto ciò che sta fuori dall'area qui sopra. Stati Uniti, Canada, Emirati, Australia, Giappone e il Regno Unito dopo la Brexit hanno regole proprie, che possono includere test sierologici con mesi di attesa, permessi di importazione, certificati tradotti da un veterinario ufficiale e in alcuni casi la quarantena.

Quelle regole cambiano con preavvisi brevi e dipendono anche dallo stato sanitario del paese di partenza. Non le pubblichiamo qui perché non possiamo verificarle su una fonte unica, e un numero sbagliato su questa materia non produce un disguido: produce un animale respinto in frontiera. La fonte da usare è l'ambasciata o l'autorità veterinaria del paese di arrivo.

Domande frequenti

Fonti

Testi normativi verificati il 29 luglio 2026.